Fore Thinking

I processi di sviluppo dei nuovi prodotti o servizi delle aziende soffrono delle routine e consuetudini del settore, al contrario il nuovo paradigma di eco-progettazione impone l’integrazione di competenze di strategia, design industriale e chimica che rende tutti i vecchi processi di progettazione inadeguati alle nuove sfide di mercato.

La strada consigliata è costruire all’interno dell’azienda un team di persone fortemente motivate e curiose di scoprire nuovi sistemi, con l’integrazione di un gruppo di ricerca esterno composto da un mix di strategist (che possano rendere i progetti in ogni caso coerenti con i mercati di riferimento dell’azienda), esperti di scienze ambientali e designers industriali, per realizzare insieme al team interno nuovi prodotti o servizi. “Nel periodo 2021-2025 il 38% del fabbisogno di professioni richiederà competenze green con importanza elevata (circa 1,3-1,4 milioni di occupati)”. Fonte: Green report Unioncamere 2021.

Il gruppo misto così composto avrà i suoi tempi e i suoi obiettivi guidati anche da un impegno di professionisti fuori dalle mura dell’azienda, con goal indipendenti dalle routine aziendali.

La green economy è un importante driver per lo sviluppo delle imprese. Secondo una recente indagine, la prima motivazione che porta le imprese del Made in Italy ad investire nella sostenibilità è l’aumento della competitività; con riferimento al triennio 2017-2019 le imprese eco-investitrici evidenziano una produttività superiore del 17,0% rispetto alle altre, e hanno visto una crescita della stessa del +5,9% (per le altre è stata del +3,3%). Fonte: Green report Unioncamere 2021. Tuttavia per ogni attività che è possibile realizzare nelle imprese in ambito green, niente è più dirompente di una vera integrazione dei principi e dei valori della sostenibilità con la cultura dell’azienda.

Green Italy 2021

Nessun obiettivo di reale vantaggio competitivo sarà concretamente raggiunto se non si condividono valori e principi guida della sostenibilità.  

Ma cos’è realmente l’economia della sostenibilità (che integra i concetti di “economia circolare”)?

Escludendo tutte le definizioni teoriche, si tratta di una nuova domanda per le imprese; oggi, un nuovo tipo di consumatore sta disegnando un modello di consumo più intelligente aprendo la strada ad un nuovo paradigma sociale ed economico. Consumatori “differenti”, sempre più consapevoli dei rischi del nostro pianeta, per effetto di drammi vissuti sul loro territorio o globalmente, COVID19 incluso. Ampi segmenti di mercato esprimono già una domanda sempre crescente di prodotti e servizi ecosostenibili, in termini di nuove soluzioni (condivisione, riuso, digitalizzazione, ecc.), ma anche prodotti tradizionali progettati con nuovi materiali.

Una domanda potenziale di prodotti o servizi di nuova generazione che renderanno presto obsoleti i vecchi; nuovi prodotti o servizi progettati in coerenza con i nuovi principi della sostenibilità. 

Ciò è possibile solo con la riprogettazione di prodotti e servizi, perché possano essere riserve di materiali (da riutilizzare) invece che fonte di rifiuti; realizzando l’efficienza nell’uso delle risorse e la transizione ad un nuovo sistema eco-sostenibile. Proprio la eco-progettazione di prodotti, servizi, sistemi di nuova generazione condurrà ad un sistema più equilibrato, con assenza, o quasi, di “rifiuti”; tutti i materiali potranno essere reintegrati o nel ciclo produttivo “tecnico” industriale, attraverso il riuso, riciclo, ovvero nel ciclo biologico del compostaggio e biodegradazione; questi ultimi due processi, simili ma non uguali, rientrano nella definizione di ciclo biologico.

Prodotti come riserve di materiali per il futuro e zero rifiuti; prodotti disassemblabili, con materiali testati per il loro riutilizzo o riciclo, ovvero biodegradabili (scelta complementare o alternativa).

Eccoci quindi al punto, al nuovo nuovo paradigma di eco-progettazione; il Metodo ForeThinking© offre un impulso per una nuova strategia nei processi d’innovazione per la eco-sostenibilità che comprende: focus su opportunità di innovazione e sviluppo nuovi prodotti ecosostenibili, analisi degli aspetti ambientali critici per la riprogettazione dei prodotti/servizi (Hotspots Life Cycle Assessment), eco-design assistito da modello parametrico LCA e screening chimico/strutturale dei materiali, ricerca di nuovi materiali, finanza per l’innovazione. Tutte attività che hanno un diretto effetto sulle possibilità delle imprese di realizzare concreti vantaggi competitivi nell’ambito di nuovi segmenti di mercato emergenti, in particolare il megatrend della ecosostenibilità.

Il Metodo consiste nel processo di interazione generato da un lato dai drivers di mercato e dalle tendenze di nuovi stili di consumo, dall’altro da un modello parametrico per la eco-progettazione assistita dalle valutazioni del ciclo di vita dei prodotti e dei materiali (LCA e screening chimico). Al centro del meccanismo di integrazione dei drivers e feedback c’è il processo di design thinking per la eco-progettazione di nuovi concept, nuovi modelli d’impresa, nuovi sistemi compatibili con l’idea di sostenibilità descritta nei paragrafi precedenti e la ricerca di un concreto vantaggio competitivo per l’azienda.

L’eco-design è una delle componenti (riduci, riusa, ricicla, ri-progetta) essenziali del nuovo paradigma comunemente definito come economia circolare; è la vera frontiera del futuro per la realizzazione di prodotti/servizi di nuova generazione a ridotto impatto ambientale, in tutte le fasi del loro ciclo di vita, sino alla progettazione del loro fine vita.

Progettare di nuovo qualcosa in un modo diverso, eco-design appunto!

Vedi anche https://economiacircolare.confindustria.it/ecodesign-levoluzione-della-progettazione/

Forethinking

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