Fore Thinking

È STATO UNO SBAGLIO PENSARE SOLO A COME TRATTARE I RIFIUTI L’OBIETTIVO DOVEVA E DEVE ESSERE PROMUOVERE CICLI PRODUTTIVI CHE LI RIDUCANO ALLA FONTE. ADESSO OCCORRE RIPARTIRE SOSTENENDO ANCHE LE PMI, VERE CUSTODI DEL MADE IN ITALY

Aumenta la confusione sul tema sostenibilità delle imprese e, in particolare, sostenibilità ambientale ed economia circolare. Si è corso il rischio di degradare i principi dell’economia circolare al concetto di riciclo. Oggi sappiamo che è stato uno sbaglio pensare solo a come trattare i rifiuti. Le stesse misure del Pnrr si sono concentrate sugli impianti di gestione di rifiuti e l’aumento del target di riciclo, come se qualcuno ci avesse imposto di continuare a generarne. La stessa Ue, nel 2022, sta correndo ai ripari riproponendo concetti più forti dell’eco-design, dei prodotti di nuova generazione eco-compatibili, blueconomy, bioeconomy. Quello che abbiamo fatto sino si riduce a mere pratiche di raccolta differenziata. Non è un caso, quindi, se nelle imprese si rileva un ritardo nelle attività generatrici di progresso in termini di design for environment o addirittura la totale assenza in settori rilevanti come le costruzioni dei principi del design for disassembly (fonte: «Circular Economy Report 2021» – Politecnico di Milano) per evitare l’enorme quantità di rifiuti da costruzione che sono ancora oggi il 50% dei rifiuti da attività produttive. Le grandi imprese di automotive, elettronica di consumo e della moda hanno sperimentato la via sbagliata del greenwashing e stanno correndo ai ripari. Non c’è grande impresa che non abbia compreso l’importanza di un progetto eco-sostenibile “trainante” per la strategia e per la finanza. Non sta succedendo la stessa cosa nelle piccole e medie imprese.

Al contrario, tutto sembra condannare il sistema alla concentrazione e alla distruzione del loro potenziale innovativo e di resilienza. Lo stesso ministero dello Sviluppo economico ha intempestivamente deciso di ridurre il credito d’imposta per la ricerca e innovazione green a un irrilevante 15%. Le piccole e medie meriterebbero molto più supporto essendo le migliori candidate a generare il cambiamento. La diversità è l’unica opportunità di creare una vera economia circolare. Le grandi imprese troveranno sempre una parete mobile nella pianificazione della fiscalità per generare risorse ed economie, l’unica possibilità per le piccole e medie è continuare a essere “uniche” con l’innovazione (che sia eco-innovazione). I consumatori non aspetteranno a lungo…

 

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