Fore Thinking

Il problema del clima nel salotto! 

Arredamento e clima: quale relazione? È stato questo il tema in discussione il 3 aprile tra gli esperti di sostenibilità di Ecoinnovazione spin off ENEA Bologna  e i  designers del team Fore Thinking impegnati nella eco-progettazione di divani e poltrone del futuro. Un divano è stato analizzato in tutte le sue componenti sin dalle fasi di produzione di ogni singolo materiale impiegato (Life Cycle Assestment) dagli esperti di Ecoinnovazione spin off ENEA Bologna partner del network Fore Thinking.

Nell’ambito delle politiche ambientali di prodotto della UE i divani vengono di norma collocati all’interno della più grande categoria di prodotto “Mobili” che, date le quantità e le caratteristiche in gioco, viene considerata di livello intermedio sul piano degli impatti ambientali; per i mobili non sono pertanto previste normative specifiche e vincolanti, come ad esempio per automotive ed elettrodomestici, ma un tipo di intervento pubblico teso più a spingere produttori e consumatori verso soluzioni di “green innovation”, attraverso interventi promozionali o strumenti volontari, come le certificazioni volontarie (Ecolabel, Dichiarazione Ambientale di prodotto – EPD, ecc.), il Green Public Procurement (GPP), l’eco-design, la gestione del fine vita e del riciclo, ecc.

Le analisi LCA pubblicate sull’intero prodotto “divano” sono poche (più attenzione è stata dedicata ai due componenti imbottitura e rivestimento), analogamente pochi sono i casi di certificazione dell’intero divano; più diffuse sono le certificazioni di alcuni dei componenti o di organizzazione, come EMAS o ISO 14001. Pochissimi infine i produttori che sul piano della promozione puntano a qualificare i propri divani in primo luogo come “green”, nonostante la crescente sensibilità dei consumatori sulle tematiche della eco-sostenibilità. Per quanto riguarda il GPP (Green Public Procurement), definito dalla Commissione europea come l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, i divani sono collocati all’interno della categoria “Arredi per interni” e di conseguenza sono stabiliti i CAM: “Criteri Ambientali Minimi (CAM) per la fornitura e il servizio di noleggio di arredi per interni” che riprendono ed in parte estendono i criteri Ecolabel.

Per quanto riguarda la gestione del fine vita non sono presenti a livello europeo normative specifiche. Fa eccezione la Francia, che nel 2012 ha esteso ai mobili la regolamentazione denominata “Responsabilità estesa del produttore”: obbliga produttori ed importatori a organizzare la raccolta e la gestione del fine vita dei mobili, compresi i divani, con l’obiettivo di ridurne drasticamente le quantità avviate in discarica e incenerimento a vantaggio di riuso e riciclo. Ecomobilier è l’agenzia che ha assunto questo incarico; essa dispone di circa 4.000 punti di raccolta su tutto il territorio nazionale e nel 2017 ha raccolto oltre 500.000 tonnellate di mobili, di cui il 57% avviato a riciclo, il 36% a valorizzazione energetica, il 7% ad eliminazione. Dal 2018 è previsto, all’atto dell’acquisto del mobile, un piccolo sovrapprezzo destinato a finanziare queste attività. Non sono noti i dati riferiti ai soli divani, ma si stima che rappresentino un po’ meno del 10% dell’intera categoria dei mobili. Dati i risultati raggiunti in Francia ed il crescente impegno per l’economia circolare, appare probabile che iniziative analoghe vengano adottate anche da altri Paesi. C’è da tenere in ogni caso conto che sono ormai numerose le catene private, pubbliche e di associazioni che operano (sia on line che nel territorio) per il riuso e in subordine per il riciclo di molti prodotti, compresi i divani. Le norme volontarie per le dichiarazioni di prodotto (EPD) – epd btb e Ecolabel–consumatore – rappresentano un primo passo di “conformità” a requisiti ambientali di prodotto (vedi CAM) e possono comportare un livello discriminante mediamente importante per le scelte del consumatore.

Al contrario il protocollo di innovazione Fore Thinking comprende il metodo di valutazione Life Cycle Assessment (LCA) come utile strumento di modellazione dinamica (modello parametrico) per comprendere più direttamente negli obiettivi di prodotto implicazioni di tipo strategico e competitivo relative ai consumatori. Questo è l’impegno del gruppo interfunzionale di Fore Thinking per la eco-progettazione di arredi di nuova generazione capaci di intercettare il megatrend di mercato della economia circolare e della sostenibilità economica ed ambientale.

Proprio così, l’ecosostenibilità è una grande opportunità. Stand up on the board!

#forethinking #ecoinnovazione #inspiredcompanies

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